Il CEO di McDonald ha (quasi) distrutto un impero. Cosa possiamo imparare e applicare per il settore zootecnico?
- Daniele Di Federico
- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 5 min

Negli ultimi giorni sta circolando molto un video in cui il CEO di McDonald's, Chris Kempczinski, prova un nuovo hamburger davanti alla telecamera. Il video doveva essere un contenuto promozionale: il CEO che assaggia il prodotto, lo apprezza e rafforza il messaggio del brand. Ma è successo qualcosa di diverso. Molte persone non gli hanno creduto. Cosa possiamo imparare da questa vicenda per favorire la crescita del settore zootecnico?
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Ed è proprio qui che emerge il primo punto interessante:
Quando la promozione non convince davvero il pubblico ha un effetto boomerang e accade anche nel settore zootecnico
Gli utenti hanno iniziato ad analizzare il linguaggio, le parole e perfino le espressioni del viso. Quando dice “lo mangio per pranzo”, qualcuno commenta: “e quando dovresti mangiarlo?”. Quando dice “amo questo prodotto”, qualcuno risponde: “quindi è solo un prodotto?”. Anche il morso dell’hamburger diventa oggetto di discussione. In poche ore il video diventa virale, ma non nel modo previsto.
Questo episodio mostra un cambiamento importante nella comunicazione: oggi le persone percepiscono immediatamente quando un messaggio è costruito.
E questa lezione riguarda anche il mondo zootecnico.
Oggi non è più solo il prodotto a essere giudicato, ma il motivo per cui lo comunichiamo.
Per anni la comunicazione nel settore si è concentrata soprattutto sul prodotto: carne di qualità, latte eccellente, filiere controllate, tradizione. Tutti elementi importanti. Ma oggi non bastano più. Il pubblico non si limita a valutare ciò che dici, ma si chiede perché lo stai dicendo.
Se un allevamento pubblica contenuti dicendo semplicemente che gli animali stanno bene o che la produzione è sostenibile, senza mostrare davvero cosa succede dietro le quinte, il rischio è che il messaggio sembri una dichiarazione di marketing. E quando succede, la fiducia diminuisce.
Bisogna mostrare il processo, non soltanto il risultato finale.
Le persone vogliono vedere come si lavora in stalla, come vengono gestiti gli animali, come si prendono le decisioni quotidiane. Vogliono capire cosa succede davvero dietro la produzione di latte o carne. Vogliono vedere il lato reale dell’allevamento.
In questo senso il mondo zootecnico ha un’opportunità enorme. Poche attività sono così concrete, così legate al territorio e così visibili nella loro quotidianità. Ma per coglierla serve cambiare prospettiva.
Non basta dire che si lavora bene. Bisogna mostrarlo.
Ed è qui che entra in gioco un altro elemento fondamentale della comunicazione moderna:
Le persone stanno diventando più importanti dei marchi.
Questo significa raccontare il lavoro quotidiano, spiegare le scelte tecniche, parlare anche delle difficoltà. Significa far emergere le persone dietro l’azienda: l’allevatore, la famiglia, i collaboratori, i veterinari. Quando il pubblico vede chi lavora davvero in quel contesto, la percezione cambia.
Il marketing oggi sta andando in una direzione molto chiara: dalle aziende alle persone. Sempre più brand stanno mettendo i propri leader o i propri dipendenti al centro della comunicazione. Ma questo funziona solo se il messaggio è coerente con la realtà.
E qui arriviamo alla vera conclusione:
La credibilità è diventata il fattore decisivo.
Nel caso del video di McDonald’s il problema non è il prodotto. È la percezione di autenticità. Se il pubblico percepisce che qualcosa è costruito, lo segnala immediatamente.
Nel mondo zootecnico vale la stessa regola.
La fiducia non nasce da uno slogan, ma dalla trasparenza. Non nasce da un messaggio perfetto, ma da un racconto credibile.
La domanda quindi non è più: come promuoviamo i nostri prodotti?
La domanda è un’altra.
Siamo disposti a far vedere davvero come lavoriamo?
Perché oggi, più che mai, la credibilità nasce da lì.
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5 Principi che possiamo interiorizzare e applicare al settore zootecnico
Per questo motivo, chi lavora nella filiera zootecnica e vuole comunicare meglio dovrebbe tenere presenti almeno cinque principi fondamentali.
Il primo riguarda l’importanza del volto.
Le persone si fidano molto più facilmente di altre persone che di un marchio astratto. Per anni le aziende agricole hanno comunicato solo attraverso il prodotto o il logo. Oggi invece il pubblico vuole sapere chi c’è dietro quel lavoro. L’allevatore, la famiglia che gestisce l’azienda, i collaboratori in stalla, il veterinario, il nutrizionista: queste figure non sono solo parte dell’attività produttiva, ma possono diventare anche i veri protagonisti della comunicazione. Quando un allevatore racconta direttamente cosa fa ogni giorno, perché prende determinate decisioni e quali sono le sfide del suo lavoro, il messaggio diventa immediatamente più credibile.
Il secondo punto è la trasparenza radicale.
Non basta più dichiarare che gli animali stanno bene o che l’azienda lavora nel rispetto dell’ambiente. Oggi il pubblico vuole vedere come avvengono davvero le cose. Questo significa mostrare la stalla, spiegare l’alimentazione degli animali, raccontare le pratiche di gestione sanitaria e far capire come si prende cura del benessere animale. Trasparenza radicale non significa mostrare solo gli aspetti più “belli”, ma spiegare anche la complessità del lavoro. Quando il pubblico percepisce che non si sta cercando di nascondere nulla, la fiducia cresce in modo significativo.
Il terzo elemento è la coerenza nel tempo.
La comunicazione non può essere episodica o opportunistica. Pubblicare qualche contenuto quando si ha bisogno di promuovere un prodotto non costruisce una relazione con il pubblico. La fiducia nasce quando nel tempo il racconto rimane coerente: stessi valori, stesso tono, stesso modo di spiegare il lavoro. Questo significa che ciò che si comunica deve riflettere davvero il modo in cui l’azienda opera ogni giorno. Quando c’è coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa, il pubblico lo percepisce.
Il quarto consiglio riguarda un errore molto diffuso: improvvisarsi comunicatori senza una strategia.
Comunicare bene oggi richiede competenze specifiche. Significa capire come funzionano i social, come si costruisce una narrazione efficace, come si spiega un tema tecnico in modo comprensibile e come si gestiscono anche le critiche o le discussioni pubbliche. Per questo motivo è sempre più importante collaborare con professionisti del marketing e della comunicazione. Il loro ruolo non è “costruire una storia artificiale”, ma aiutare l’azienda a raccontare in modo chiaro e coerente ciò che fa davvero.
Infine c’è un ultimo punto, forse il più importante:
Oggi non bastano collaboratori, servono persone che credono davvero nel progetto aziendale.
La comunicazione più efficace nasce sempre dall’interno. Se chi lavora in azienda crede nel valore di ciò che fa, questo emerge naturalmente anche nei contenuti. Se invece il lavoro viene percepito solo come un compito da svolgere, la comunicazione rischia di apparire fredda o distante. Le aziende che riescono a trasmettere fiducia sono spesso quelle in cui le persone coinvolte condividono realmente la visione e i valori del progetto.
In un contesto in cui il pubblico è sempre più attento e informato, il futuro della comunicazione nel mondo zootecnico non dipenderà solo dalla qualità dei prodotti, ma dalla capacità di raccontare in modo autentico il lavoro che c’è dietro.
Ed è proprio da questa autenticità che nasce la vera credibilità.
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