Crescere su Instagram nel 2026 (Guida operativa per il settore zootecnico)
- Daniele Di Federico
- 5 gen
- Tempo di lettura: 21 min
Aggiornamento: 6 gen

Parte 1 – Perché Instagram oggi conta e da dove partire davvero
Perché questo tema è rilevante per la zootecnia (anche se sembra lontano)
Nel settore zootecnico italiano ed europeo Instagram viene spesso percepito come uno strumento marginale, utile al massimo per “far vedere qualcosa” o per comunicazioni leggere. Questa percezione deriva da un errore di fondo: si valuta Instagram per ciò che era, non per ciò che è diventato.
Nel 2026 Instagram non è più soltanto un social network basato sullo scorrimento casuale dei contenuti. È un sistema che lavora sempre di più come motore di scoperta, dove le persone:
cercano profili competenti,
esplorano argomenti specifici,
si fanno un’idea tecnica di chi seguire e di chi no.
Per la zootecnia questo è particolarmente importante perché:
il pubblico è ristretto e specializzato;
le decisioni sono basate su competenze, non su intrattenimento;
la fiducia si costruisce nel tempo, non con un singolo contenuto virale.
Ignorare Instagram non significa “restare neutrali”, significa rinunciare a uno spazio dove oggi si forma la prima percezione professionale.
Un errore comune: partire dai contenuti senza struttura
Il problema principale che vedo nei profili zootecnici non è la qualità tecnica dei contenuti, ma l’assenza di una struttura di base.
Molti iniziano pubblicando video o foto senza aver chiarito tre aspetti fondamentali:
chi devono intercettare,
per quale competenza vogliono essere riconosciuti,
come Instagram interpreta il loro profilo.
Instagram non “capisce” le persone come un essere umano.
Funziona per segnali: parole, comportamenti, coerenza.
Se questi segnali non sono chiari, anche il miglior contenuto rischia di non arrivare a nessuno.
Punto 1 – Il nome profilo: il primo segnale che Instagram legge
Il campo “Nome” del profilo è uno dei primi elementi che Instagram utilizza per capire di cosa ti occupi.
Molti profili zootecnici usano questo campo in modo intuitivo ma inefficace:
nome e cognome;
nome dell’azienda;
sigle o acronimi.
Dal punto di vista umano è comprensibile.
Dal punto di vista algoritmico è un problema.
Instagram utilizza il nome profilo come campo semantico, cioè come informazione per:
suggerire il profilo ad altri utenti,
collegarlo a ricerche tematiche,
classificarlo all’interno della piattaforma.
Se nel nome profilo non è presente alcuna parola chiave tecnica, Instagram non ha elementi per sapere a chi mostrare il profilo.
Cosa significa “keyword tecnica” nel settore zootecnico
Una keyword tecnica non è uno slogan, né una descrizione lunga.
È una definizione funzionale, che dice in modo diretto:
cosa fai,
in quale ambito,
per chi.
Esempi corretti:
“Consulente alimentazione bovini latte”
“Veterinario suini – biosicurezza”
“Tecnico gestione stalla bovini carne”
Esempi inefficaci:
“Professionista del settore agricolo”
“Appassionato di zootecnia”
“Innovazione e sostenibilità”
Le parole vaghe non aiutano né l’algoritmo né l’utente.
Cosa deve fare concretamente chi parte da zero
Scrivi su un foglio una sola competenza principale.
Usa parole che un allevatore o un tecnico userebbe davvero.
Inserisci questa definizione nel campo “Nome” del profilo.
Evita di cambiare spesso: la coerenza nel tempo è un segnale forte.
Questo è il primo mattone.
Senza questo, tutto il resto lavora peggio.
Parte 2 – Il gancio: come funziona l’attenzione su Instagram e perché perdi visibilità senza accorgertene
Perché Instagram decide prima dell’utente
Uno degli errori più comuni che vedo nei profili zootecnici è pensare che la visibilità dipenda solo da quanto è corretto tecnicamente un contenuto. In realtà, Instagram prende una prima decisione prima ancora che l’utente scelga consapevolmente se guardare o meno un contenuto.
Questa decisione avviene nei primi secondi di esposizione.
Instagram osserva alcuni comportamenti molto semplici:
l’utente si ferma o scorre?
guarda il video per più di qualche secondo?
interagisce o ignora?
Se la risposta è negativa, il contenuto viene mostrato a meno persone. Questo succede indipendentemente dal valore tecnico di ciò che stai dicendo.
Nel settore zootecnico questo meccanismo è spesso sottovalutato perché si pensa che:
“Chi è interessato guarderà comunque”.
Purtroppo non funziona così.
Che cos’è davvero il “gancio”
Il gancio non è una frase ad effetto.
È l’insieme degli elementi che impediscono all’utente di scorrere via.
Su Instagram il gancio è composto da tre livelli che lavorano insieme:
Gancio scritto – il testo che appare sullo schermo.
Gancio parlato – le prime parole che pronunci.
Gancio visivo – ciò che accade nel video.
Molti profili zootecnici usano solo (male) il gancio parlato:
“Ciao, oggi vi parlo di…”
Dal punto di vista dell’algoritmo, questa apertura non dice nulla.
Perché il gancio è ancora più importante nel B2B zootecnico
Nel settore zootecnico:
i contenuti sono complessi,
i termini sono tecnici,
l’attenzione è limitata.
Se non chiarisci subito perché il contenuto è rilevante, l’utente non fa lo sforzo di capire.
Il gancio non deve intrattenere.
Deve rispondere a una domanda implicita:
“Perché dovrei fermarmi?”
Come costruire un gancio funzionale, passo per passo
1. Parti da un problema reale
Non da un argomento, ma da un problema operativo.
Esempi:
ingestione bassa
errori di gestione
perdita di efficienza
problemi ricorrenti in stalla
2. Esplicitalo subito
Nei primi secondi deve essere chiaro di cosa stai parlando.
Testo in sovraimpressione:
“Questo errore riduce l’ingestione”
“Così stai peggiorando la fertilità”
3. Sii coerente tra parole e immagini
Se parli di corsia di alimentazione, falla vedere.
Se parli di dati, mostra il dato.
Un esempio pratico completo
Scenario: vuoi parlare degli errori nella gestione della corsia di alimentazione.
Apertura inefficace:
“Ciao, oggi parliamo della corsia di alimentazione…”
Apertura efficace:
Testo: “Questo errore abbassa l’ingestione”
Voce: “Se la corsia è gestita così, stai perdendo produzione”
Visual: corsia reale, non immagine generica
In tre secondi l’utente capisce:
che c’è un problema,
che lo riguarda,
che può imparare qualcosa.
Cosa deve fare concretamente chi parte da zero
Prima di registrare, scrivi una sola frase di apertura.
Chiediti: “Se leggessi solo questa, mi fermerei?”
Evita saluti e preamboli.
Usa sempre testo in sovraimpressione.
Il gancio non è un dettaglio.
È la condizione minima perché il contenuto venga visto.
Parte 3 – Instagram come motore di ricerca: cosa significa indicizzazione e perché cambia tutto
Instagram non è più solo “scroll”: come viene scoperto oggi un contenuto
Per molti professionisti zootecnici Instagram è ancora associato a un’idea precisa: una piattaforma dove si scorrono contenuti in modo casuale, principalmente per intrattenimento. Questa visione è superata.
Oggi Instagram lavora sempre di più come un sistema di ricerca e scoperta. Le persone:
digitano parole nella barra di ricerca interna,
esplorano profili suggeriti,
arrivano ai contenuti anche da fuori dalla piattaforma.
Questo cambiamento ha una conseguenza molto concreta:
un contenuto non vive più solo poche ore o pochi giorni, ma può continuare a essere trovato nel tempo.
Per il settore zootecnico, dove i temi sono tecnici e ricorrenti, questo è un passaggio fondamentale.
Che cosa significa “indicizzazione” in modo semplice
Indicizzare significa rendere un contenuto leggibile e classificabile da un sistema automatico.
Quando pubblichi un contenuto, Instagram cerca di capire:
di cosa parla,
a chi può interessare,
in quali contesti mostrarlo.
Se il contenuto è indicizzabile, può essere:
suggerito a utenti interessati,
collegato a ricerche interne,
mostrato anche su motori esterni come Google.
Se non lo è, rimane confinato al tuo feed e ai tuoi follower.
Perché questo è cruciale per chi opera in zootecnia
Nel settore zootecnico:
le domande sono ripetitive (mastite, ingestione, benessere, fertilità),
i problemi sono concreti,
chi cerca informazioni ha un intento serio.
Se un tuo contenuto spiega bene un problema reale, può intercettare persone che:
non ti seguono,
non ti conoscono,
stanno cercando proprio quell’informazione.
Questo è un cambio di paradigma:
Instagram non è più solo “pubblicare”, ma posizionarsi.
L’errore più comune: non autorizzare Instagram a mostrare i contenuti
Molti profili zootecnici hanno i contenuti bloccati all’indicizzazione esterna, spesso senza saperlo.
Instagram richiede un’autorizzazione esplicita per mostrare foto e video nei risultati dei motori di ricerca.
Se questa opzione non è attiva:
i contenuti restano invisibili fuori dalla piattaforma,
perdi una parte importante della loro vita utile.
Cosa deve fare concretamente l’utente (passo per passo)
Vai sul tuo profilo Instagram.
Apri il menu (tre linee in alto).
Entra in “Privacy”.
Cerca l’opzione che consente di mostrare foto e video pubblici nei risultati dei motori di ricerca.
Assicurati che sia attiva.
Questa operazione non cambia nulla per chi ti segue già, ma aumenta il potenziale di scoperta futura.
Un punto importante da chiarire
Attivare l’indicizzazione non basta da solo.
Serve anche che i contenuti siano comprensibili dal sistema.
Questo significa:
usare parole chiare nel parlato,
usare testo in sovraimpressione coerente,
evitare contenuti troppo vaghi o allusivi.
Instagram non “intuisce”: legge ciò che trova.
Perché questo passaggio viene spesso ignorato
Nel settore zootecnico si tende a pensare che:
“tanto chi deve capire capisce”,
“non mi interessa essere trovato da chi non mi conosce”.
In realtà, l’indicizzazione non serve a fare numeri.
Serve a farsi trovare da chi ha già un problema reale.
E questo è il tipo di visibilità più utile.
Parte 4 – Farsi suggerire sui profili competitor: come funziona la visibilità “per prossimità”
Perché Instagram affianca alcuni profili e non altri
Quando navighi su Instagram e visiti un profilo, sotto la biografia o dopo aver premuto “Segui” compaiono spesso altri profili suggeriti. Questo non è casuale.
Instagram utilizza un meccanismo di prossimità semantica: cerca profili che, secondo i suoi segnali, parlano di temi simili e si rivolgono a un pubblico affine.
Nel settore zootecnico questo meccanismo è estremamente potente, perché:
le nicchie sono verticali,
gli interessi sono specifici,
chi segue un profilo tecnico è spesso interessato ad altri simili.
Essere suggeriti accanto a un profilo già seguito dal tuo pubblico ideale significa intercettare attenzione qualificata, non casuale.
L’errore più comune: pensare che “capiti da solo”
Molti professionisti credono che Instagram suggerisca automaticamente i profili “migliori”. In realtà, il sistema ha bisogno di segnali chiari per capire dove collocarti.
Se il tuo profilo:
non ha un posizionamento chiaro,
usa descrizioni vaghe,
pubblica contenuti incoerenti,
Instagram non sa a chi affiancarti.
Questo è il motivo per cui molti profili zootecnici, anche competenti, non vengono mai suggeriti sotto quelli dei competitor.
Cosa significa questo meccanismo per la zootecnia
Nel settore zootecnico le persone non cercano intrattenimento generico. Cercano:
competenze simili,
punti di vista diversi sullo stesso problema,
approfondimenti complementari.
Se un allevatore segue un veterinario specializzato in suini, è probabile che sia interessato anche a:
biosicurezza,
alimentazione,
gestione sanitaria.
Essere suggeriti in quel contesto significa entrare in una conversazione già avviata, non interrompere qualcuno con un contenuto fuori contesto.
Una funzione poco conosciuta (ma decisiva)
Instagram permette di autorizzare esplicitamente la visualizzazione del tuo profilo come account suggerito sui profili simili. Questa impostazione:
non è attiva automaticamente,
non è disponibile dall’app mobile,
viene spesso ignorata.
Se non la attivi, Instagram ha meno libertà nel proporre il tuo profilo ad altri utenti.
Cosa deve fare concretamente l’utente
Accedi a Instagram da computer, non da smartphone.
Vai sul tuo profilo.
Entra nelle impostazioni avanzate.
Cerca l’opzione relativa agli account suggeriti sui profili.
Assicurati che l’opzione sia attiva.
Questa azione non garantisce automaticamente visibilità, ma rimuove un blocco che molti profili hanno senza saperlo.
Un punto fondamentale da capire
Questa funzione funziona solo se:
il nome profilo è chiaro (vedi Parte 1),
i contenuti sono coerenti,
il pubblico che interagisce con te è omogeneo.
Non è una scorciatoia.
È un amplificatore di coerenza.
Se il profilo è confuso, Instagram non ti suggerirà comunque.
Se il profilo è chiaro, questa funzione accelera la crescita in modo silenzioso ma costante.
Parte 5 – La costanza: perché Instagram penalizza l’intermittenza e come impostare una frequenza sostenibile
Perché “pubblico quando ho tempo” non funziona
Uno degli errori più diffusi nel settore zootecnico è considerare la pubblicazione dei contenuti come un’attività occasionale. Molti profili pubblicano quando:
c’è un momento libero,
c’è un evento particolare,
“viene un’idea”.
Dal punto di vista umano è comprensibile.
Dal punto di vista della piattaforma è un segnale negativo.
Instagram non valuta solo cosa pubblichi, ma con che regolarità lo fai. La costanza è uno dei segnali principali per capire se un profilo è:
attivo,
affidabile,
degno di essere distribuito nel tempo.
Un profilo che pubblica in modo irregolare viene trattato come instabile, anche se i contenuti sono validi.
Che cosa significa “costanza” per l’algoritmo
Costanza non significa pubblicare ogni giorno.
Significa pubblicare con una frequenza prevedibile.
Instagram osserva:
quante volte pubblichi in una settimana,
se ci sono lunghi periodi di silenzio,
se l’attività è continuativa o intermittente.
Nel settore zootecnico, dove il pubblico non è enorme, la piattaforma ha bisogno di segnali ripetuti nel tempo per capire a chi mostra i contenuti.
Se pubblichi una volta ogni due settimane:
l’algoritmo “riparte da zero” ogni volta,
i contenuti non accumulano storico,
la visibilità rimane bassa e discontinua.
Perché la soglia delle 3 pubblicazioni a settimana
Tre contenuti a settimana non sono una regola motivazionale né un numero casuale. Rappresentano una soglia tecnica minima sopra la quale:
il profilo viene percepito come attivo,
i segnali iniziano ad accumularsi,
l’algoritmo ha dati sufficienti per testare la distribuzione.
Sotto questa soglia, la crescita è possibile ma molto più lenta e irregolare.
Nel settore zootecnico questo è particolarmente importante perché:
il pubblico è ristretto,
ogni contenuto ha meno “spinta” naturale,
serve continuità per costruire riconoscibilità.
L’errore da evitare: confondere quantità e sostenibilità
Molti, sentendo parlare di costanza, cercano di forzarsi a pubblicare troppo. Questo porta a:
contenuti improvvisati,
stress,
abbandono dopo poche settimane.
La costanza funziona solo se è sostenibile.
Cosa deve fare concretamente chi parte da zero
Scegli una frequenza realistica (es. 3 contenuti a settimana).
Definisci formati ripetibili, non contenuti sempre diversi.
esempio: errore comune, spiegazione tecnica, caso pratico.
Pianifica almeno una settimana in anticipo.
Accetta che non tutti i contenuti avranno lo stesso risultato.
L’obiettivo non è “fare il contenuto perfetto”.
È costruire una presenza riconoscibile nel tempo.
Un punto spesso sottovalutato
Nel settore zootecnico, la costanza non serve solo all’algoritmo. Serve anche alle persone.
Quando un profilo pubblica in modo regolare:
gli utenti si abituano a vederlo,
lo riconoscono come riferimento,
iniziano a fidarsi.
La fiducia non nasce da un contenuto virale, ma dalla ripetizione coerente.
Parte 6 – Collaborazioni: perché funzionano solo se trasferiscono fiducia
Perché nel settore zootecnico le collaborazioni sono spesso inefficaci
Quando si parla di collaborazioni su Instagram, molti pensano automaticamente a un aumento di follower. Questo approccio è uno dei principali motivi per cui, nel settore zootecnico, le collaborazioni funzionano poco o nulla.
Il problema non è la collaborazione in sé, ma l’obiettivo sbagliato.
Nel B2B zootecnico le persone non seguono un profilo perché “collabora con qualcuno”, ma perché:
riconoscono una competenza,
percepiscono coerenza,
si fidano di chi comunica.
Se una collaborazione non trasferisce fiducia, difficilmente produce risultati duraturi.
Come Instagram legge una collaborazione
Dal punto di vista di Instagram, una collaborazione è un segnale di relazione tra due profili.
La piattaforma osserva:
se i pubblici sono simili,
se gli utenti interagiscono in modo coerente,
se il contenuto viene consumato o ignorato.
Se due profili hanno pubblici molto diversi, la collaborazione genera confusione:
gli utenti non interagiscono,
il contenuto performa male,
l’algoritmo riduce la distribuzione.
Perché l’omogeneità del pubblico è centrale
Nel settore zootecnico, l’omogeneità conta più dei numeri.
Esempio:
Un veterinario suini e un nutrizionista suini hanno pubblici diversi, ma interessati agli stessi problemi.
Un veterinario suini e un creator generalista sull’agricoltura hanno pubblici numericamente più ampi, ma meno allineati.
Nel primo caso la collaborazione rafforza la percezione di competenza.
Nel secondo caso crea rumore.
Tipologie di collaborazioni che funzionano in zootecnia
Le collaborazioni più efficaci sono complementari, non sovrapposte.
Esempi concreti:
Veterinario ↔ nutrizionista
(sanità + alimentazione)
Allevatore strutturato ↔ tecnico di stalla
(esperienza pratica + metodo)
Azienda ↔ consulente indipendente
(soluzione + punto di vista terzo)
In tutti questi casi, l’utente percepisce un valore aggiunto, non una forzatura.
Formati semplici, non spettacolari
Nel settore zootecnico funzionano meglio:
post collaborativi con spiegazione tecnica condivisa,
dirette brevi su un tema specifico,
scambio di contenuti commentati (non promozionali).
Non servono format complessi o “creativi”.
Serve chiarezza su:
tema,
ruolo di ciascun partecipante,
utilità per chi ascolta.
Cosa deve fare concretamente chi parte da zero
Elencare profili con pubblico simile al proprio.
Valutare se la competenza è complementare, non identica.
Proporre una collaborazione su un problema tecnico preciso.
Evitare collaborazioni “generiche” o troppo ampie.
Una buona domanda da farsi prima di collaborare è:
“Se fossi un allevatore, questa collaborazione mi aiuterebbe a capire meglio qualcosa?”
Se la risposta è no, meglio non farla.
Un errore da evitare assolutamente
Collaborare solo per “fare numeri” porta spesso a:
follower non in target,
calo dell’engagement,
confusione di posizionamento.
Nel medio periodo, questo indebolisce il profilo.
Nel settore zootecnico, la collaborazione deve rafforzare la credibilità, non diluirla.
Parte 7 – Caroselli: perché sono il formato più efficace per spiegare la zootecnia
Perché i caroselli sono tornati centrali
Per molto tempo su Instagram si è ripetuto che “contano solo i video”. Questo ha portato molti profili zootecnici a forzarsi su formati che non erano adatti al tipo di contenuto da comunicare.
Oggi la piattaforma ha riequilibrato la distribuzione e i caroselli sono tornati a essere centrali, soprattutto nei contesti tecnici.
Instagram utilizza i caroselli in modo particolare perché:
trattengono l’utente più a lungo,
richiedono un’azione attiva (scorrere),
favoriscono la comprensione progressiva.
Nel settore zootecnico, dove i concetti sono complessi e raramente riducibili a una frase, questo formato è spesso più efficace dei Reel.
Cosa rende il carosello adatto alla zootecnia
La zootecnia non si presta a messaggi istantanei. Richiede:
spiegazioni,
passaggi logici,
collegamenti causa–effetto.
Il carosello consente di:
spezzare un ragionamento in parti,
guidare l’utente passo dopo passo,
evitare di sovraccaricare di informazioni tutte insieme.
Un Reel deve “convincere” in pochi secondi.
Un carosello può insegnare.
L’errore più comune: usare il carosello come una grafica decorativa
Molti caroselli zootecnici non funzionano perché vengono trattati come:
sequenze di frasi scollegate,
slide graficamente belle ma concettualmente vuote,
riassunti troppo vaghi.
Dal punto di vista dell’utente questo crea frustrazione.
Dal punto di vista dell’algoritmo, bassa interazione.
Un carosello efficace non è una presentazione PowerPoint.
È una micro-lezione tecnica.
Come strutturare un carosello passo per passo
Slide 1 – Il problema
Deve chiarire subito di cosa si parla.
Esempi:
“Perché l’ingestione cala in estate”
“Tre errori nella gestione della corsia”
Se la prima slide non è chiara, l’utente non scorre.
Slide 2–4 – Spiegazione
Ogni slide deve contenere un solo concetto.
Meglio una frase chiara che tre frasi confuse.
Slide 5–6 – Conseguenze
Collegare il concetto agli effetti pratici:
produzione,
benessere,
costi.
Ultima slide – Chiusura
Non una call to action commerciale, ma:
una sintesi,
una domanda tecnica,
un invito alla riflessione.
Cosa deve fare concretamente chi parte da zero
Prendi un problema reale che incontri spesso.
Scrivi il ragionamento completo su carta.
Dividilo in 5–7 passaggi logici.
Trasforma ogni passaggio in una slide.
Usa un linguaggio tecnico, ma diretto.
Non serve grafica complessa.
Serve chiarezza.
Perché i caroselli aiutano anche la crescita
I caroselli vengono mostrati sia:
ai follower,
sia ai non follower.
Questo significa che:
rafforzano la relazione con chi già ti segue,
intercettano nuove persone interessate allo stesso tema.
Nel settore zootecnico, dove la crescita è lenta ma qualificata, questo doppio effetto è fondamentale.
Parte 8 – Audio in trend: perché vengono sopravvalutati e come usarli senza compromettere il contenuto
Perché gli audio in trend attirano così tanta attenzione
Negli ultimi anni si è diffusa l’idea che l’utilizzo degli audio in trend sia una delle chiavi principali per crescere su Instagram. Questa convinzione ha portato molti professionisti, anche nel settore zootecnico, a dedicare molto tempo alla ricerca dell’audio “giusto”, spesso a discapito del contenuto.
È importante chiarire subito un punto:
gli audio in trend non sono inutili, ma non sono una strategia.
Instagram utilizza gli audio popolari come uno dei tanti segnali per distribuire i contenuti, ma il loro peso è secondario rispetto a:
tempo di visualizzazione,
chiarezza del messaggio,
interazione dell’utente.
Nel B2B zootecnico, questi fattori contano molto più della popolarità di un audio.
Cosa fanno davvero gli audio in trend (in modo semplice)
Un audio in trend può:
facilitare una prima distribuzione,
inserire il contenuto in un flusso già attivo,
aiutare l’algoritmo a “testare” il video.
Non può:
rendere interessante un contenuto confuso,
compensare un gancio debole,
spiegare un concetto tecnico al posto tuo.
Questo è il punto che spesso viene frainteso.
Perché nel settore zootecnico gli audio sono una leva marginale
Nel settore zootecnico le persone aprono Instagram con un intento diverso rispetto all’intrattenimento puro. Chi segue contenuti tecnici:
guarda spesso senza audio,
si concentra su testo e immagini,
cerca informazioni, non stimoli emotivi.
Un audio troppo invadente può diventare un ostacolo:
copre il parlato,
distrae dalla lettura dei sottotitoli,
rende il contenuto meno professionale.
Per questo, usare un audio in trend “a tutti i costi” può essere controproducente.
L’errore più comune: invertire le priorità
Molti profili partono dall’audio e poi cercano di “adattare” il contenuto.
Nel B2B zootecnico l’ordine deve essere opposto.
La priorità corretta è:
problema da spiegare,
struttura del contenuto,
chiarezza del messaggio,
solo alla fine, eventuale audio.
Quando l’audio diventa il punto di partenza, il rischio è creare contenuti che:
seguono il trend,
ma non servono a chi guarda.
Quando ha senso usare un audio in trend
Nel settore zootecnico l’audio può essere utile se:
è discreto,
non interferisce con la voce,
non disturba la lettura.
Esempi di utilizzo corretto:
sottofondo leggero per un Reel esplicativo,
audio a volume basso su caroselli animati,
accompagnamento neutro per immagini di contesto.
In questi casi l’audio supporta, non guida.
Cosa deve fare concretamente chi parte da zero
Concentrati prima su testo e contenuto.
Usa sempre sottotitoli chiari.
Se scegli un audio, abbassa il volume.
Non perdere tempo a inseguire ogni trend.
Una buona regola pratica è questa:
se togli l’audio e il contenuto si capisce comunque, sei sulla strada giusta.
Un concetto chiave da ricordare
Nel settore zootecnico la crescita non dipende da quanto sei “agganciato al trend”, ma da quanto sei utile e comprensibile.
Gli audio possono aiutare, ma non sono mai il cuore della strategia.
Parte 9 – Direct Message: perché oggi sono una leva algoritmica (non commerciale)
Perché i DM non sono solo messaggi privati
Nel settore zootecnico i Direct Message vengono spesso vissuti come:
uno spazio informale,
qualcosa da gestire “quando c’è tempo”,
oppure uno strumento di vendita diretta.
Queste tre interpretazioni sono incomplete.
Oggi Instagram considera i DM uno dei segnali più forti di relazione reale tra due profili. Non guarda solo a cosa pubblichi, ma a con chi interagisci e quanto spesso.
Questo cambia completamente il ruolo dei messaggi privati.
Come Instagram interpreta le conversazioni
Dal punto di vista della piattaforma, una conversazione in DM indica che:
due profili hanno un interesse reciproco,
il contenuto pubblicato ha generato dialogo,
la relazione non è superficiale.
Quando questo accade, Instagram tende a:
mostrare più spesso i tuoi contenuti a quella persona,
testare i tuoi contenuti su profili simili,
rafforzare il legame tra feed e utente.
Ignorare i DM significa quindi perdere un segnale positivo, non solo una conversazione.
Perché questo è particolarmente rilevante in zootecnia
Nel settore zootecnico:
i rapporti sono continuativi,
le decisioni sono ponderate,
la fiducia è centrale.
Molte relazioni professionali nascono da:
una domanda tecnica,
un chiarimento,
un confronto su un contenuto.
Se un profilo risponde con attenzione e competenza, viene percepito come affidabile.
Se ignora o risponde in modo frettoloso, perde credibilità.
L’errore più comune: usare i DM solo per vendere (o evitarli del tutto)
Due comportamenti opposti, entrambi dannosi:
usare i DM per proporre subito servizi o prodotti;
non rispondere o rispondere dopo giorni.
Nel primo caso si rompe la fiducia.
Nel secondo caso si perde il segnale algoritmico.
Nel B2B zootecnico, i DM dovrebbero essere visti come spazio di chiarimento, non di chiusura commerciale.
Come usare correttamente i DM, in pratica
1. Rispondere sempre
Anche una risposta breve è meglio del silenzio.
2. Continuare le conversazioni nate nei commenti
Se qualcuno commenta un contenuto con una domanda tecnica, spostare il dialogo in DM è naturale.
3. Fare domande, non offerte
Chiedere:
“In che contesto lo stai applicando?”
“Che tipo di stalla hai?”
Questo dimostra interesse reale.
Cosa deve fare concretamente chi parte da zero
Controlla i DM ogni giorno, anche solo per pochi minuti.
Rispondi con linguaggio tecnico ma accessibile.
Non forzare mai la vendita.
Usa i DM per capire quali temi interessano davvero.
I DM sono anche una fonte di insight: molte idee per contenuti nascono dalle domande ricevute.
Un concetto chiave da tenere a mente
Instagram oggi premia chi costruisce relazioni, non chi accumula follower passivi.
Nel settore zootecnico, dove le relazioni contano più dei numeri, i DM sono una leva strategica che pochi stanno usando consapevolmente.
Parte 10 – Contenuti ripostabili: perché la condivisione conta più del like
Perché Instagram oggi spinge ciò che viene condiviso
Negli ultimi aggiornamenti, Instagram ha chiarito una direzione precisa: i contenuti che circolano tra utenti hanno più valore di quelli che ricevono solo un “mi piace”.
Questo perché la condivisione indica una cosa molto semplice ma potente:
qualcuno ha ritenuto il contenuto abbastanza utile da mostrarlo a qualcun altro.
Nel settore zootecnico, dove il pubblico è ristretto e altamente specializzato, questo segnale è ancora più forte di un like.
La differenza tra like e repost (in modo semplice)
Il like è un’azione rapida, spesso istintiva.
Il repost è un’azione intenzionale: implica che il contenuto “meriti” di essere passato a un collega, a un collaboratore, a un contatto.
Instagram interpreta il repost come:
contenuto ad alto valore percepito,
informazione utile,
segnale di qualità.
Per questo tende a mostrarlo a più persone.
Perché molti contenuti zootecnici non vengono condivisi
Spesso i contenuti non vengono ripostati perché:
parlano solo dell’autore,
sono troppo vaghi,
non risolvono un problema concreto.
Un contenuto del tipo:
“Ecco cosa facciamo nella nostra azienda”
è interessante, ma raramente viene condiviso.
Un contenuto del tipo:
“Tre errori che vedo spesso nella gestione della corsia”
ha molte più probabilità di circolare.
Che tipo di contenuti vengono davvero ripostati in zootecnia
Nel settore zootecnico funzionano soprattutto tre categorie:
Contenuti educativi
Spiegano un concetto in modo chiaro e pratico.
Contenuti di sintesi
Riassumono un problema complesso in pochi punti comprensibili.
Contenuti esperienziali
Raccontano un errore, un caso reale, una lezione appresa.
In tutti e tre i casi, il focus non è “io”, ma “chi legge”.
Come progettare un contenuto ripostabile
Prima di pubblicare, chiediti:
Questo contenuto aiuta qualcuno a lavorare meglio?
Può essere utile anche fuori dal mio profilo?
È comprensibile senza spiegazioni aggiuntive?
Se la risposta è sì, hai aumentato le probabilità di repost.
Cosa deve fare concretamente chi parte da zero
Scegli un problema frequente nel tuo lavoro.
Spiegalo in modo semplice e diretto.
Evita riferimenti autoreferenziali.
Usa formati chiari (caroselli, Reel esplicativi).
Lascia spazio alla condivisione (niente CTA commerciali invasive).
Un concetto chiave
Nel settore zootecnico, la condivisione tra pari è uno dei segnali di fiducia più forti.
Instagram lo sa, e lo premia.
Parte 11 – Try Reel: sperimentare senza “bruciare” il profilo (funzione attualmente accessibile solo per alcuni profili)
Perché molti profili zootecnici evitano di sperimentare
Nel settore zootecnico la comunicazione è spesso prudente. Questo vale anche su Instagram.
Molti professionisti pubblicano solo ciò che ritengono “sicuro”, evitando:
nuovi format,
linguaggi leggermente diversi,
temi meno battuti.
Il motivo è semplice: si teme di confondere il pubblico o di compromettere la credibilità costruita nel tempo.
I Try Reel nascono proprio per risolvere questo problema.
Cosa sono i Try Reel, spiegato senza tecnicismi
I Try Reel sono video che vengono mostrati solo a persone che non seguono ancora il tuo profilo.
I tuoi follower non li vedono nel feed.
Dal punto di vista di Instagram, i Try Reel servono per:
testare nuovi contenuti,
raccogliere dati,
capire cosa funziona su un pubblico “freddo”.
Non sono pensati per rafforzare la community esistente, ma per valutare il potenziale di scoperta di un contenuto.
Perché questo strumento è utile nel settore zootecnico
Nel B2B zootecnico:
il pubblico è competente,
la tolleranza per contenuti confusi è bassa,
la reputazione conta più della visibilità immediata.
I Try Reel permettono di separare due obiettivi che spesso vengono confusi:
testare cosa intercetta nuove persone;
consolidare il rapporto con chi già segue il profilo.
Senza questa distinzione, molti profili finiscono per:
pubblicare sempre le stesse cose,
non evolvere il linguaggio,
rallentare la crescita.
L’errore più comune: usare i Try Reel come scorciatoia
Alcuni pensano che i Try Reel servano a “fare più visualizzazioni”.
In realtà servono a prendere decisioni migliori.
Se un Try Reel ottiene:
tempo di visualizzazione elevato,
interazioni coerenti,
commenti pertinenti,
significa che il tema e il formato funzionano anche su chi non ti conosce.
Se non funziona, hai comunque ottenuto un’informazione preziosa, senza esporre il contenuto al tuo pubblico abituale.
Come usare i Try Reel in modo corretto
1. Usali per contenuti sperimentali
Nuovi temi, nuove strutture, nuove modalità di spiegazione.
2. Osserva i dati, non solo le visualizzazioni
Conta soprattutto:
quanto viene guardato il video,
se le persone interagiscono,
che tipo di feedback arriva.
3. Pubblica sul feed solo ciò che ha dimostrato di funzionare
Il Try Reel è un test, non il prodotto finale.
Cosa deve fare concretamente chi parte da zero
Identifica un contenuto che vorresti testare ma che non sei sicuro di pubblicare.
Pubblicalo come Try Reel (se la funzione è disponibile).
Analizza i risultati dopo alcuni giorni.
Decidi se ripubblicarlo sul feed o archiviarlo.
Se non hai ancora accesso ai Try Reel, non è un errore tuo: la funzione viene rilasciata gradualmente.
Un concetto chiave da ricordare
I Try Reel non servono a crescere più velocemente.
Servono a sbagliare meglio, con meno rischi.
Nel settore zootecnico, dove l’errore comunicativo pesa, questa è una leva strategica importante.
Parte 12 – Editing con Edits: perché la compatibilità tecnica conta più dell’estetica
Perché molti contenuti validi non vengono distribuiti
Nel settore zootecnico è molto comune produrre contenuti corretti dal punto di vista tecnico, ma poco visibili. Questo porta spesso a una conclusione sbagliata:
“Il contenuto è buono, quindi Instagram non lo spinge”.
In realtà, nella maggior parte dei casi il problema non è il contenuto, ma come viene letto dalla piattaforma.
Instagram non “guarda” i contenuti come una persona. Li analizza attraverso:
testo rilevato automaticamente,
struttura del video,
metadati tecnici,
modalità di pubblicazione.
Se questi elementi non sono chiari, anche un contenuto valido viene distribuito meno.
Che cos’è Edits e perché Instagram lo favorisce
Instagram Edits è l’app di editing sviluppata direttamente da Instagram. Non è stata creata per rendere i video più “belli”, ma per renderli più compatibili con la piattaforma.
Questo significa che i contenuti:
editati (anche solo in parte) con Edits,
pubblicati direttamente dall’app,
sono più facilmente interpretabili dal sistema.
Non è una garanzia di successo.
È una condizione tecnica favorevole.
Un errore comune: pensare che serva “fare editing”
Molti professionisti zootecnici evitano l’editing perché:
lo associano a grafica complessa,
pensano servano competenze avanzate,
temono di perdere tempo.
In realtà, nel settore zootecnico l’editing serve soprattutto a ridurre le barriere di comprensione, non a creare effetti.
La funzione più importante: i sottotitoli
La maggior parte dei contenuti tecnici viene fruita:
senza audio,
in contesti di lavoro,
con attenzione parziale.
I sottotitoli non sono un accessorio. Sono parte integrante del contenuto.
Edits permette di:
generare sottotitoli automatici,
modificarli manualmente,
adattarli al linguaggio tecnico.
Questo è fondamentale perché:
i termini zootecnici devono essere corretti,
un errore lessicale riduce credibilità,
il testo aiuta anche l’indicizzazione.
Cosa deve fare concretamente chi parte da zero
Non serve rifare tutto il flusso di lavoro. È sufficiente:
Registrare il video come sempre.
Importarlo in Edits.
Usare Edits per:
inserire sottotitoli,
verificare la leggibilità,
sistemare il ritmo.
Pubblicare direttamente da Edits.
Anche usare Edits solo per questo passaggio migliora la compatibilità tecnica.
Perché questo aspetto è spesso sottovalutato in zootecnia
Nel settore zootecnico si dà (giustamente) priorità al contenuto.
Ma ignorare la forma tecnica significa:
rendere il contenuto più difficile da capire,
ridurre il tempo di visualizzazione,
perdere opportunità di distribuzione.
Non si tratta di “fare marketing”.
Si tratta di farsi capire.
Il concetto finale da portare a casa
Instagram nel 2026 non premia chi fa il video più elaborato.
Premia chi rende il contenuto accessibile, leggibile e coerente.
Nel settore zootecnico, dove la competenza è alta ma il tempo è poco, questo fa la differenza.
Conclusione generale
Instagram, oggi, non è un gioco né un canale accessorio.
È uno strumento che premia metodo, chiarezza e continuità.
Chi nel settore zootecnico impara a usarlo in modo strutturato:
migliora la propria visibilità,
rafforza la propria credibilità,
costruisce relazioni professionali nel tempo.
Se vuoi continuare il confronto, entra nella community.
Arrivati a questo punto, avrai capito bene che se vuoi ottimizzare sul serio il tuo Marketing Zootecnico ti trovi davanti a tre strade.
La prima è andare avanti da soli, pubblicare quando si ha tempo, copiare ciò che fanno altri, sperare che qualcosa funzioni. È la strada più diffusa e anche la più costosa: tempo sprecato, messaggi confusi, opportunità perse e la sensazione costante di “fare marketing” senza capire se stia davvero servendo a qualcosa.
La seconda strada è imparare in modo strutturato, confrontarsi con chi vive gli stessi problemi e capire come applicare il marketing alla zootecnia senza snaturare la competenza tecnica. Per questo ho creato la community gratuita Livestock Marketing: uno spazio dove condivido esempi reali, ragionamenti applicativi ed errori da evitare, insieme a allevatori, veterinari e aziende della filiera che vogliono crescere con metodo.
La terza strada è farsi affiancare direttamente. È la scelta di chi non vuole sperimentare sulla propria pelle e preferisce lavorare con qualcuno che conosce il settore, i vincoli tecnici e le dinamiche commerciali. Io sono un veterinario verticalizzato nel marketing applicato alla zootecnia e seguo in prima persona il marketing di chi vuole risultati misurabili, non visibilità fine a sé stessa.
Se questa è la strada che stai valutando, trovi tutto su www.danieledifederico.net."

Commenti