L'idea che un prodotto, solo perché ha l'etichetta "100% vegetale", sia per forza di cose più salutare del suo equivalente di origine animale è un mito duro a morire. Ma è davvero così?


Ciao, sono Daniele Di Federico, sono un Medico Veterinario e tra le varie cose mi occupo di divulgazione per il settore zootecnico. Oggi siamo qui per fare un po' di chiarezza, perché nel mondo dell'alimentazione c'è una gran confusione.

Da anni siamo bombardati da messaggi piuttosto netti: "la carne rossa fa male, occhio alle uova, il latte è da evitare...".

Oggi proviamo a guardare la cosa da un'altra prospettiva, mettendo da parte le ideologie e usando solo la scienza nuda e cruda.

Dovete sapere che per capire se un cibo fa bene o meno, gli studiosi oggi usano il sistema NOVA, che è un punto di riferimento internazionale per la classificazione degli alimenti.


E la cosa bella è che questo sistema non sta lì a contare le calorie con la calcolatrice. Fa una cosa molto più sensata: guarda la natura, l'estensione e lo scopo della lavorazione industriale. In parole povere: quanto è stato "manipolato" quel cibo prima di finire nel tuo piatto? Ecco come li divide:

NOVA 1: I cibi non processati o processati minimamente.


Carne fresca, pesce, uova, latte, verdure, legumi, frutta. Roba vera, integra. È la base di una dieta sana ed evolutivamente sensata.

NOVA 2: Gli ingredienti culinari.


Olio, burro, sale, zucchero, farina. Quello che la natura ci offre e che ci serve in cucina per preparare i cibi del gruppo 1 e dar loro sapore.

NOVA 3: I cibi processati.


Cibi veri a cui aggiungi roba del NOVA 2 per farli durare di più o per renderli più gustosi, usando metodi tradizionali. Parliamo dei formaggi stagionati, della passata di pomodoro, dei legumi in scatola. La matrice dell'alimento originale c'è ancora, la riconosci.

E poi, signori, arriviamo alla nota dolente.

Il NOVA 4: I cibi ultra-processati.


Più che cibo vero e proprio, a volte sembrano esperimenti di laboratorio. Vengono creati assemblando molecole estratte dalle materie prime (isolati proteici, oli raffinati, amidi) e poi tenuti insieme con additivi: emulsionanti, coloranti e aromi. Tutto per creare un prodotto iper-saporito a cui è psicologicamente difficile resistere.

E indovinate un po'? Una fetta enorme dei "sostituti" vegani in commercio – escludendo ovviamente verdure fresche, legumi veri e le preparazioni fatte in casa – finisce dritta qua dentro.

Guardate questo studio pubblicato sulla rivista scientifica Nutrients. Hanno analizzato il mercato dei finti burger e delle finte carni vegetali e hanno scoperto che sono spesso ricchi di sale e, soprattutto, che il 94% è classificato come ultra-processato. Il 94%! Sostituire una fetta di carne vera con un disco vegetale iper-industriale non rende magicamente la tua dieta più sana. Anzi.

L'impatto sulla salute non è da sottovalutare. Come ha evidenziato un recente e gigantesco studio di The Lancet del 2024, il consumo di cibi ultra-processati di origine vegetale aumenta del 12% il rischio di incorrere in problemi cardiovascolari.

Intendiamoci bene: se mi dite che mangiare verdura e legumi fa bene, alzo le mani, siamo tutti d'accordo, pace e amore. Ma l'equazione "cibo vegano = sempre più salutare" è una favola a cui dobbiamo smettere di credere. "Vegetale industriale" non vuol dire sano. A volte vuol dire solo ultra-processato.

Il segreto? Mangiamo cibo vero. Basiamo la nostra spesa sui prodotti NOVA 1 e NOVA 2 e avremo già risolto il 90% dei nostri problemi alimentari, senza bisogno di fare guerre ideologiche su carne, uova o legumi.


PS: Prima di litigare su quale dieta sia la più pura e salutare in assoluto, ricordiamoci che se poi nel weekend ci sfondiamo di alcol e fumo, stiamo guardando il dito e non la luna. 😉

Condividete questo articolo e seguitemi per altra sana divulgazione!

Articoli di riferimento: 1 , 2